Il discorso del 28 ottobre

La ricerca scientifica richiede collaborazione fra Paesi, continenti e culture, mentre guerre e nuove barriere ne restringono lo spazio. È uno dei passaggi del discorso pronunciato da Sergio Mattarella il 28 ottobre al Quirinale, durante la celebrazione dei Giorni della Ricerca promossa da AIRC. Il presidente della Repubblica ha affiancato al riconoscimento dei progressi contro il cancro un richiamo alle condizioni internazionali che permettono alla conoscenza di circolare.

Conoscenza e tensioni internazionali

Mattarella ha ricordato la mobilitazione scientifica mondiale durante la pandemia di Covid e ha contrapposto quella esperienza agli ostacoli materiali e immateriali che oggi frenano l’azione comune contro i rischi sanitari. Ha criticato le risorse assorbite dalle guerre e dall’estensione del confronto militare, anche nello spazio. Nel medesimo intervento ha denunciato la disinformazione sanitaria e l’opposizione pregiudiziale ai vaccini: le sue osservazioni riguardano la fiducia nella scienza e la tutela della persona.

Prevenzione e accesso alle cure

La cerimonia ha riunito istituzioni, ricercatori e rappresentanti di AIRC, con gli interventi dei ministri Orazio Schillaci e Anna Maria Bernini. Il contesto oncologico spiega il secondo asse del discorso: prevenzione e diagnosi tempestiva devono essere accessibili. Il capo dello Stato ha contestato le differenze territoriali ed economiche che possono limitare screening e cure, richiamando la funzione del Servizio sanitario nazionale. Il riconoscimento dell’eccellenza scientifica si accompagna quindi alla questione della sua diffusione nella società.

Perché conta per l’Italia

Per l’Italia, il richiamo alla cooperazione ha una ricaduta strategica: la capacità di fare ricerca dipende anche dalla possibilità di condividere conoscenze e mantenere rapporti scientifici oltre i confini nazionali. L’accesso alle cure riguarda invece la solidità delle infrastrutture e dei servizi interni. Sono due piani collegati dal discorso, ma da distinguere nelle decisioni: collaborare all’estero non risolve automaticamente le diseguaglianze territoriali, così come investire nelle strutture nazionali non sostituisce lo scambio internazionale.

Un indirizzo per le scelte pubbliche

L’intervento esprime un indirizzo istituzionale, senza introdurre un nuovo programma di finanziamento. Il nodo posto da Mattarella è la continuità dello sforzo scientifico quando crescono competizione e conflitti. Il suo richiamo invita a valutare le scelte pubbliche anche per la capacità di mantenere aperta la collaborazione e rendere i risultati della ricerca utili ai cittadini.

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