Chi definisce gli interessi dell’Italia? È la domanda che attraversa l’intervento di Lucio Caracciolo alla Camera dei deputati, durante le Giornate di studio della Scuola di Limes dedicate a “Intelligenza per l’Italia”. Il punto di partenza è l’identità italiana; quello di arrivo è la capacità del Paese di riconoscere le proprie priorità e di agire nelle crisi che lo riguardano.
Guarda il video
Nota audio: nei primi minuti il volume è basso.
Un punto di vista italiano
Caracciolo apre la riflessione spiegando perché l’italianità di Limes non sia soltanto una definizione geografica. L’analisi geopolitica, nella sua impostazione, parte sempre da un punto di osservazione e richiede il confronto con quelli altrui. Comprendere come gli altri interpretano il mondo diventa quindi parte del lavoro necessario a definire le proprie scelte.
La memoria storica entra in questo ragionamento come strumento di orientamento. Il relatore collega la difficoltà di riconoscersi in una storia comune alla difficoltà di formulare un punto di vista sul presente. Non propone una cronologia degli avvenimenti: mette al centro il rapporto fra ciò che un Paese ricorda di sé e ciò che pensa di poter fare.
L’Italia nel Mediterraneo
Il secondo passaggio riguarda la posizione della penisola. Caracciolo descrive l’Italia come un Paese mediano, collocato fra Europa e Africa, lungo linee di contatto che producono opportunità e vulnerabilità. La Sicilia occupa un posto centrale in questa lettura, insieme al rapporto fra le sponde del Mediterraneo.
Essere al centro delle rotte non significa determinarne automaticamente gli equilibri. Il problema politico è come trasformare la posizione geografica in capacità di iniziativa: riconoscere le priorità, leggere gli interessi delle altre potenze e capire quali strumenti siano effettivamente disponibili.
Chi stabilisce le priorità?
«Sono altri a stabilire quelli che sono i nostri interessi».
Caracciolo pronuncia questa frase nel passaggio sulle guerre che hanno sorpreso l’Italia, richiamando anche la Libia. La critica riguarda l’assenza di un’idea sufficientemente precisa dei propri interessi e il rischio di lasciare che siano le decisioni altrui a definirli.
È anche il nodo editoriale che proponiamo al confronto: quali obiettivi dovrebbe esplicitare l’Italia nel Mediterraneo? E con quali risorse diplomatiche, politiche ed economiche potrebbe perseguirli? Sono domande aperte ai lettori, da tenere distinte dalle parole del relatore.
Roma e lo spazio della diplomazia
Nella parte finale, Caracciolo torna su Roma e sulla presenza della Santa Sede, che considera una risorsa per il ruolo internazionale dell’Italia. Richiama la mediazione e il dialogo diplomatico come possibilità di iniziativa, anche quando gli interlocutori hanno interessi contrapposti.
La conclusione si concentra sulla competizione fra Stati Uniti e Cina e sulla necessità di mantenerla sotto la soglia dello scontro. Nella lettura proposta da Caracciolo, cercare forme di composizione dei conflitti dovrebbe rientrare nell’orizzonte dell’azione italiana.
I passaggi da seguire
- 00:32 — Identità e punto di vista.
- 04:44 — L’Italia nel mezzo.
- 14:54 — Sicilia e Africa.
- 31:28 — Roma e la Santa Sede.
- 33:38 — Mediazione e diplomazia.
- 39:53 — Competizione e componenda.
I tempi si riferiscono al video di Geopolitica Quotidiana, che comprende tre interventi editoriali del presentatore.
Fonti e approfondimenti
L’evento si è svolto il 9 ottobre 2026. Le riprese originali provengono dalla WebTV della Camera dei deputati, dove è disponibile la registrazione completa dell’evento.
Il video di Geopolitica Quotidiana propone l’intervento di Caracciolo con montaggio, immagini di contesto e tre commenti di Vincenzo De Costanzo. Il parlato di Caracciolo è quello originale; gli interventi del presentatore utilizzano il suo avatar e la sua voce sintetica autorizzata tramite HeyGen.
La guerra unica, Limes 9/2026 — Amazon. Il link Amazon può essere affiliato: un acquisto può sostenere il progetto senza costi aggiuntivi per chi legge.
Quale dovrebbe essere la priorità dell’Italia nel Mediterraneo? Partecipa al confronto nei commenti al video.



