L’Italia ha deciso di prolungare per altri quindici giorni i controlli temporanei sui collegamenti con la Spagna. La misura, introdotta alla fine di luglio, riguarda soprattutto porti e aeroporti e viene giustificata con la necessità di rafforzare la sicurezza interna.
La decisione si inserisce nella crisi aperta dall’aumento degli arrivi nell’enclave spagnola di Ceuta dal Marocco. Roma teme che una parte dei flussi possa spostarsi lungo le rotte interne dell’Unione e arrivare in Italia attraverso i collegamenti marittimi e aerei.
Schengen consente di ripristinare i controlli alle frontiere interne soltanto in circostanze eccezionali e per periodi limitati. L’estensione italiana segnala però quanto migrazioni e sicurezza stiano modificando il funzionamento concreto della libera circolazione europea.
La scelta può produrre verifiche più frequenti, tempi di viaggio più lunghi e nuovi costi per trasporti e turismo. Sul piano politico riapre inoltre il confronto sulla capacità dell’Unione di proteggere le frontiere esterne senza trasferire i controlli all’interno.
Il dossier coinvolge direttamente i rapporti tra Italia, Spagna e Marocco. Se la pressione migratoria non diminuirà, una misura presentata come temporanea rischia di diventare parte di una normalità europea fatta di controlli intermittenti e decisioni nazionali.
