Francia e Italia, con la Germania orientata a valutare la stessa linea, intendono chiedere alla Commissione europea indagini per introdurre misure di salvaguardia contro l'aumento delle importazioni di prodotti chimici e plastiche, provenienti soprattutto dalla Cina.

Le richieste riguarderebbero PET, resine epossidiche e fibre di vetro. Le salvaguardie possono stabilire quote e dazi sui volumi eccedenti e, diversamente dalle misure antidumping, si applicano in modo più ampio ai partner commerciali.

La spinta nasce dalla crisi della chimica europea, colpita da costi energetici elevati, domanda debole e concorrenza di prodotti meno costosi. Per Roma il dossier comprende materiali utilizzati nella difesa, nell'automotive, nell'energia, nella navalmeccanica e nelle infrastrutture.

Perché conta per l'Italia: la sicurezza nazionale dipende anche dalla disponibilità di componenti e capacità produttive. Proteggere queste filiere riduce vulnerabilità esterne, ma può aumentare i costi e richiede misure mirate per non danneggiare le imprese che utilizzano gli stessi materiali.

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