La Giuseppe Garibaldi, storica portaeromobili della Marina Militare italiana, ha lasciato Taranto iniziando il trasferimento verso l’Indonesia. Una volta arrivata a destinazione, assumerà il nome di KRI Gajah Mada e diventerà la prima portaerei della Marina indonesiana.

La traversata dovrebbe durare oltre venti giorni, attraversando il Canale di Suez e il Mar Rosso. L’arrivo è previsto tra il 15 e il 20 settembre, mentre la cerimonia di consegna, cambio della bandiera ed entrata ufficiale in servizio è programmata per il 25 settembre.

La nave è stata ceduta gratuitamente dall’Italia dopo il ritiro dal servizio. Il trasferimento permette a Roma di evitare i costi legati al mantenimento e alla demolizione dell’unità, rafforzando contemporaneamente la cooperazione militare e industriale con Giacarta.

Entrata in servizio nel 1985, la Garibaldi ha partecipato a numerose operazioni internazionali. Per l’Indonesia rappresenta ora una piattaforma dalla forte rilevanza simbolica e operativa, anche se le sue future funzioni saranno differenti rispetto a quelle svolte sotto bandiera italiana.

Giacarta potrebbe impiegarla principalmente come portaelicotteri, piattaforma per droni, nave comando e unità destinata a operazioni anfibie, evacuazioni e interventi umanitari. Una configurazione coerente con le esigenze di un arcipelago composto da migliaia di isole e frequentemente esposto a catastrofi naturali.

L’acquisizione non trasforma automaticamente l’Indonesia in una grande potenza aeronavale. Saranno necessari aeromobili, equipaggi addestrati, manutenzione, navi di scorta e una dottrina operativa adeguata. Il valore strategico della KRI Gajah Mada dipenderà quindi dalla capacità di Giacarta di integrarla in un gruppo navale efficiente.

La nave segna comunque un passaggio storico. Con la sua prima portaerei, l’Indonesia rafforza le proprie ambizioni marittime e invia un segnale nell’Indo-Pacifico: il controllo delle rotte, la protezione dell’arcipelago e la presenza navale regionale stanno diventando priorità sempre più centrali.

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