La nave cargo Lady Mariia, sottoposta a sanzioni, sarebbe stata colpita il 6 settembre da munizioni lanciate da droni mentre navigava a nord di Creta dopo essere partita da Orano. Le ricostruzioni open source segnalano danni alle gru e alla sovrastruttura, ma non esiste ancora un quadro pubblico completo dell’operazione.

L’attribuzione all’Ucraina è stata avanzata da fonti specializzate e media, ma va distinta da una conferma ufficiale. Anche l’ipotesi di basi di lancio nel nord-ovest della Libia è stata smentita dalle autorità di Tripoli e non risulta dimostrata.

L’episodio avviene in un bacino attraversato stabilmente da decine di petroliere e cargo riconducibili alla cosiddetta flotta ombra russa. Queste unità usano proprietà opache, registri fragili e cambi di bandiera per mantenere flussi energetici e logistici nonostante le sanzioni.

Il Mediterraneo non è più soltanto una via di transito delle sanzioni, ma un possibile spazio operativo della guerra. Attacchi, abbordaggi e assicurazioni più costose trasformano la flotta ombra in un problema di sicurezza marittima per tutti i porti e gli equipaggi del bacino.

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