I capi di Stato maggiore della Difesa dei 32 Paesi NATO hanno eletto il generale tedesco Carsten Breuer prossimo presidente del Comitato militare dell’Alleanza. La scelta è stata formalizzata il 19 settembre 2026 durante la conferenza annuale del Comitato a Copenaghen.

Breuer entrerà in carica nell’estate del 2027 e succederà all’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone. Il mandato durerà tre anni. Il passaggio di consegne porterà così la guida del principale organo militare consultivo della NATO dall’Italia alla Germania.

Il Comitato militare è la più alta autorità militare della NATO e riunisce i capi della Difesa dei Paesi alleati. Il suo presidente rappresenta le valutazioni militari condivise davanti al Consiglio Nord Atlantico e al segretario generale. Non è però il comandante operativo delle forze NATO: quel ruolo spetta al Comandante supremo alleato in Europa, il SACEUR.

Sessantun anni, generale dell’esercito e ispettore generale della Bundeswehr dal marzo 2023, Breuer è il militare di grado più elevato della Germania. Entrato nelle forze armate nel 1984, ha frequentato corsi di stato maggiore in Germania e negli Stati Uniti e ha prestato servizio nella missione NATO a Kabul. Tra il 2021 e il 2022 ha inoltre diretto la struttura di crisi del governo federale per la pandemia.

L’elezione avviene mentre l’Alleanza deve trasformare l’aumento della spesa europea in forze realmente disponibili, scorte, difesa aerea, logistica e piani di rinforzo. In questo quadro la Germania mira ad assumere un peso militare maggiore nel pilastro europeo della NATO. La scelta di Breuer riflette questo cambiamento, pur restando il risultato di un voto collegiale dei 32 capi di Stato maggiore.

Per l’Italia il passaggio ha un significato diretto: Cavo Dragone manterrà l’incarico fino all’estate del 2027, completando un mandato nel quale il Comitato ha dovuto coordinare deterrenza sul fianco orientale, sostegno all’Ucraina e adeguamento dei piani di difesa. Roma continuerà a incidere sulle decisioni militari dell’Alleanza attraverso il proprio capo di Stato maggiore della Difesa e la partecipazione alle strutture integrate.

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