Un tribunale del Bangladesh ha condannato a morte in contumacia sette dirigenti dell’Awami League, il partito dell’ex prima ministra Sheikh Hasina, per crimini contro l’umanità collegati alla repressione della rivolta del 2024.

Tra i condannati figurano l’ex segretario generale del partito Obaidul Quader e l’ex ministro Mohammad Ali Arafat. Le accuse comprendono omicidio, istigazione e responsabilità nelle violenze compiute durante le proteste.

La difesa nominata dallo Stato sostiene che gli imputati non abbiano partecipato direttamente alle uccisioni e che il tribunale avrebbe potuto applicare pene meno severe. Gli interessati non erano presenti e soltanto pochi dei condannati nei procedimenti collegati risultano in custodia.

Le sentenze aggravano la frattura politica aperta dalla caduta di Hasina e alimentano il confronto sull’indipendenza del tribunale, sull’estradizione dei latitanti e sulle condizioni necessarie per una riconciliazione nazionale.

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